lunedì 12 settembre 2016

Qual è la differenza tra marmellata e confettura?

Qual è la differenza tra marmellata e confettura?
Tra MARMELLATA e CONFETTURA che differza c'è? Apparentemente sembrano la stessa cosa, o comunque si tende ad associarle, forse perchè confezionate alla stessa maniera, forse perchè sono sullo stesso scaffale del supermercato oppure perchè in inglese si scrive JAM in entrambi i casi?

La risposta è: la MARMELLATA e la CONFETTURA sono due cose ben distinte.


La MARMELLATA è a base di agrumi (limone, arancia, mandarino, clementina, cedro, pompelmo o bergamotto) e zucchero.
In questo caso la percentuale di frutta deve essere almeno del 20%. La parte degli agrumi utilizzata può essere la polpa, la purea, il succo, la buccia e gli estratti acquosi.
Il termine marmellata proviene dal portoghese "marmelo", il cui significato è mela cotogna. Anticamente si usava far bollire le mele cotogne con il miele, per ottenere una conserva.

La CONFETTURA è un prodotto contenente zucchero e polpa, o la purea di tutti gli altri tipi di frutta ed ortaggi (come ad esempio la cipolla).
Ma la differenza stà nella percentuale di frutta che non può essere inferiore al 35%, e che sale al 45% se parliamo di CONFETTURA EXTRA.

La COMPOSTA deve avere una percentuale superiore al 65% di frutta. Di conseguenza l'apporto di zucchero è molto inferiore.

La GELATINA di frutta è un prodotto realizzato solo con il succo della frutta senza polpa o buccia.
Queste differneze sono oltremodo stabilite da una legge europea, per la precisione la direttiva europea n. 79/693 del 1979, recepita dall’ordinamento italiano nel 1982 con il D.P.R. 8 giugno 1982, n. 401.
Inoltre sempre secondo la legge non è consentito aggiungere coloranti e conservanti al prodotto. L'unico additivo lecito è la pectina (di solito estratta dalla scorza di arancia o mela), un enzima già presente nella frutta, e come un addensante serve ad aumentare il processo di gelificazione e ne diminuisce drasticamente il tempo di cottura.
Per preparati non di agrumi, che contengano una percentuale di frutta inferiore al 35%, possono essere comunque definiti "marmellate", ma sono prodotti di una qualità certamente inferiore, in tutti i casi non possono scendere al di sotto del 20% di frutta presente.
Qual è la differenza tra confettura e marmellata?
L'unica cosa che accomuna la MARMELLATA, CONFETTURA, COMPOSTA e GELATINA di frutta è la loro preparazione.
Il procedimento è uguale per tutti. La frutta viene ripulita e mondata delle parti di scarto, tagliata a pezzetti e cotta a lungo nello zucchero fino a che diventa cremosa. Viene quindi messa ancora bollente, in barattoli di vetro sterilizzati. Una volta tappati il calore residuo provvede a sterilizzarli.

Sia le marmellate che le confetture vengono confezionate in vasetti di vetro sottoposti ad un processo di sterilizzazione (nel processo industriale c'è anche la pastorizzazione) e il sotto vuoto. La realizzazione che sia artigianale o industriale, utilizzano questo procedimento per rendere la conservazione, con la confezione sigillata, molto lunga e fuori dal frigorifero.
Dal momento dell'apertura della confezione, va conservata in frigorifero e generalmente va consumata nell'arco di tre settimane.
Se sul vasetto nuovo si notano rigonfiamenti nel tappo, alterazioni del colore e formazione di muffa, la miglior soluzione è gettare tutto, perchè può essere molto pericoloso.

Buon appetito!

sabato 10 settembre 2016

Ricetta della japanese cheesecake (cotton cake)

Japanese Cotton Cheesecake
E' un dolce molto di moda, soffice, delicato e molto buono. Una torta diventata famosissima in internet, la JAPANESE COTTON CHEESECAKE o più semplicemente COTTON CAKE, questo simpatico dolce proveniente dal Giappone.

Questa ricetta lanciata dalla youtuber Ochikeron ha riscontrato molto successo online, perchè ha bisogno di soli tre ingredienti.

Infatti la ricetta originale prevede tre uova, 120 grammi di cioccolato bianco e 120 grammi di crema al formaggio, fatto cuocere in forno per 15 minuti a 170 gradi, poi ancora 15 minuti a 160° e ancora 15 minuti lasciata nel forno spento e chiuso, il tutto in uno stampo di 18 cm, e cotto a bagnomaria.

La verità è che con questi soli tre ingredienti non si riesce ad ottenere un risultato così efficace come quello visto nel video, non risulta alta e soffice come promesso, e alla fine il risultato è deludente, l'effetto è quello di una sorta di frittata, forse bisogna seguire la ricetta scientificamente, senza improvvisare o inventare, in perfetto stile nipponico.

Girando attraverso la rete è comparsa una ricetta che funziona molto bene, senza ingredienti "strani" o forni professionali, ma soltanto aggiungendo qualche ingrediente in più.

Dopo qualche prova ecco il risultato della japanese cotton cheesecake.
Le foto qui di seguito sono reali e senza filtri, forse un po' bruttine, ma senza nessun tipo di ritocco come purtroppo si vede in giro, con quell'effetto "mulino bianco" bello ma anche molto finto.

Ingredienti:

80 gr. Latte (fresco intero)
140 gr. Crema di Formaggio (Philadelphia)
40 gr. Burro
5 Uova
50 gr. Farina
15 gr. Maizena
90 gr. Zucchero fine
1 cucchiaino di scorza di Limone
½ cucchiaino di Sale


Procedimento:
Soufflé Cheesecake
Aggiungere 80 gr. Latte più 140 gr. Crema di formaggio (Philadelphia) in una casseruola a fuoco lento.
Attenzione: mescolare continuamente per evitare che la crema di formaggio bruci.
Mantenere il fuoco molto basso per riscaldare ma non far bollire.
 japanese cheesecake

Spegnere il fuoco.
Aggiungere 40 gr. Burro, mescolare continuamente finché il burro sia completamente sciolto.
E mettere da parte il composto.
cotton cake
torta giapponese
Separare 5 uova, sbattere i tuorli per circa 2 minuti.
cheesecake giapponese
Aggiungere lentamente alla miscela di crema di formaggio.
cotton cheesecake
Setacciare 50 gr. Farina, 15 gr. Maizena e mezzo cucchiaino di sale assieme.
Aggiungere 1 cucchiaino di scorza di limone.
torta tre ingredienti
Aggiungere le polveri un po per volta all'impasto, mescolando il tutto.
torta 3 ingredienti
Montare a neve gli albumi.
cheesecake 3 ingredienti
Aggiungere 90 gr. zucchero fine lentamente.
Aggiungere gli albumi montati all'impasto precedente.
cotton cake 3 ingredienti
Amalgamare il tutto, lentamente con una spatola dal basso verso l'alto.
soufflè giapponese
soufflè 3 ingredienti
cotton cake giapponese
dolce giapponese
dolce tre ingredienti
Versare la pastella lentamente in uno stampo a cerniera di 18 cm rivestito di carta forno, come in foto. Sigillare la la base con la carta alluminio, in modo da non far penetrare l'acqua durante la cottura all'interno della teglia, battere lo stampo su di un piano, in modo da far uscire l'aria residua nell'impasto.
soufflè cotton cake
Cuocere la torta a bagnomaria per 1 ora in un forno preriscaldato a 150° C, poi 20 minuti a 160°.
Il tempo di cottura può variare dal tipo e dalla precisione del forno.
Ricetta Soufflé Cheesecake
Lasciare raffreddare la torta prima di toglierla dallo stampo e poi consumarla.
Japanese Cotton Cheesecake
Per un risultato migliore in compattezza lasciare in frigorifero per 3/4 ore prima di servirla, magari con dello sciroppo d'acero, marmellata oppure una confettura.
Ricetta della japanese cheesecake (cotton cake)
Pe chi volesse vedere il video della procedura, questo è il link

Buon appetito!

sabato 20 agosto 2016

Pulizia sedili auto, come smacchiare la tappezzeria?

Pulizia sedili auto, come smacchiare la tappezzeria?
Viaggiamo su delle vere e proprie spugne a quattro ruote. I sedili delle autovetture, soprattutto quelle in tessuto, assorbono praticamente di tutto, e chi ha bambini, animali o semplicemente è una persona leggermente distratta, conosce molto bene questo tipo di problema.

Per smacchiare la tappezzeria della propria vettura ma anche di camper, roulotte, o camion si ricorre spesso a prodotti specifici per auto o a specialisti del settore, ma esiste un metodo casalingo davvero efficace, veloce e da non sottovalutare, completamente gratis, inoltre questo rimedio va bene per tutti i tipi di sedili (pelle, vinile, tessuto ecc.).

Questo rimedio qui di seguito descritto, è stato usato più volte su dei sedili in tessuto color beige, davvero ostici da smacchiare.

Ecco cosa serve:

1 - Bicarbonato di sodio (azione scioglie la macchia)
2 - Sapone per i piatti (azione sgrassa la macchia)
3 - Spugnetta (possibilmente con la parte abrasiva di colore chiaro)
4 - Panno o asciugamano (se possibile meglio di colore chiaro)
5 - Acqua calda
Pulizia sedili auto, come smacchiare la tappezzeria dell'automobile
Vediamo il procedimento:

1 - Eliminare la macchia il prima possibile dal sedile, evitando di farla seccare l'azione sarà più efficace.

2 - Con una spazzola o aspirapolvere eliminare eventuali residui, che potrebbero continuare a macchiare i sediolini dell'auto. Pensiamo a cibo, terreno o cosmetici che lasciano avanzi visibili.

3 - In un piccolo recipiente (anche un bicchiere) versare un cucchiaino di bicarbonato, un cucchiaino di detersivo liquido per piatti e acqua molto calda, il tanto che basta ad amalgamare gli ingredieti con un cucchiaino.
Pulizia sedili auto, come smacchiare la tappezzeria della macchina

come smacchiare i sedili dell'automobile

come smacchiare i sedili del camper

4 - A questo punto si formerà una schiuma bianca in superficie.
come pulire i sedili del camion
5 - Con la spugnetta prendiamo un poco di questa schiuma con la parte abrasiva.
come pulire i sedili dell'auto
6 - Delicatamente con movimenti circolari, agiamo sulla macchia. Il sedile non deve bagnarsi ma solo inumidirsi.
come ripulire i sedili della vettura
7 - Con un panno o asciugamano asciutto passiamo sulla parte trattata delicatamente, in modo da asciugare la zona e rimuovere eventuali residui della soluzione usata.
come ripulire i sediolini della macchina
8 - Verificare se l'azione ha avuto effetto, altrimenti ripetere l'operazione sempre delicatamente.

9 - Una volta che la macchia sarà sparita, lasciare i finestrini leggermente aperti, in modo da far asciugare il sedile all'aria (non usare phon o ventilatori). Se non si asciuga bene, o si asciuga troppo in fretta, potrebbe restare l'alone della pulizia effettuata.

10 - Il gioco è fatto e buon viaggio.
come ripulire i sediolini della automobile
Chiaramente questo metodo è indicato per macchie di piccole dimensioni che tutti i giorni potrebbero presentarsi sui sedili delle auto, per quelle di dimensioni più importanti come caffè, olio, bevande colorate, vomito, inchiostro, o peggio urina, pesce, umido o liquidi dell'auto stessa che portano anche cattivi odori, è consigliato un trattamento professionale, che ne garantisce una risoluzione più efficace e certa.

giovedì 18 agosto 2016

Si può guidare a piedi nudi?

Si può guidere a piedi nudi?
Magari abitiamo vicino la spiaggia oppure lontano, e per guidare in entranbi i casi dobbiamo usare le scarpe chiuse, ci troviamo a dover spostare l'auto e siamo in riva al mare, una vera seccatura mettere e togliere le scarpe.
Oppure guidiamo con le le scarpe chiuse o con i tacchi e una volta parcheggiata l'auto ci cambiamo le scarpe e ci infiliamo gli infradito. E il fastidio della sabbia quando non riusciamo a toglierla da i piedi e dobbiamo infilare le scarpe chiuse? Per non parlare degli odori delle scarpe in estate.

Le scarpe specialmente nei mesi caldi, quelli estivi possono essere un vero fastidio allora, qual è la risposta a queste domande?

Si può guidare scalzi?
Si può guidare con gli infradito?
Si può guidare con le ciabatte?
Si può guidare con gli zoccoli?
Si può guidare con scarpe aperte?
Si può guidare con i sandali?
Si può guidare con i tacchi alti?
Si può guidare con i calzini?


La risposta è assolutamente si. Guidare scalzi la propria autovettura ed usare sandali, ciabatte, infradito, tacchi alti o zoccoli non è più passibile di sanzione dal 1993 come da Codice della Strada che dice come comportarci alla guida:

a. il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del mezzo [1];
b. il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie alla guida [2].

[1] Art. 141, c. 2, C.d.S. La violazione del presente articolo è punita con la multa da 41 a 168 euro.
[2] Art. 169, c. 1, C.d.S. La violazione del presente articolo comporta una multa da 84 a 335.

Anche la Polizia di Stato rispondendo ad una domanda sul proprio sito, dice:

Non esiste più alcun divieto dal 1993 circa l'uso di calzature di tipo aperto (ciabatte, zoccoli, infradito) durante la guida di un veicolo nè è vietato guidare a piedi nudi. Il conducente deve autodisciplinarsi nella scelta dell'abbigliamento e degli accessori al fine di garantire un'efficace azione di guida con i piedi (accelerazione, frenata e uso della frizione).
Si può guidare scalzi?
In poche parole, l'automobilista può scegliere l'abbigliamento che vuole, e quindi anche con o senza calzature, basta che la guida dell'auto sia sicura.
Semmai il problema può porsi in caso di sinistro (incidente), perchè le forze dell'ordine potrebbero mettere a verbale l'eventuale utilizzo di calzature che non favoriscono le normali condizioni di sicurezza alla guida, e di conseguenza la compagnia assicuratrice potrebbe ipotizzare che la guida scalzi o con calzature poco "stabili" possano aver influito sulla capacità di reazione sui pedali dell'auto del conducente, aggravando il sinistro e diminuendo così il rimborso del premio assicurativo.

In breve, potete guidare con qualsiasi tipo di calzature o a piedi nudi, ma è molto meglio indossare un bel paio di scarpe chiuse che non sfuggano dal piede o dai pedali dell'automobile in modo da avere la massima aderenza e quindi la massima sicurezza anche se può risultare un po fastidioso.

venerdì 1 luglio 2016

Qual è la differenza tra aragosta e astice?

Qual è la differenza tra aragosta e astice?
La televisione, il web e in generale i mezzi di comunicazioe, negli ultimi anni hanno tempestato con programmi sulla cucina, oltre a trasmissioni sulla pesca su ristoranti e più generalmente sul cibo anche quello ittico, in poche parole bisognerebbe conoscere perfettamente la differenza tra due dei più famosi, costosi e saporiti crostacei, l'ARAGOSTA e l'ASTICE.

Ma evidentemente non è proprio così, c'è ancora una grossa confusione su questi due abitanti marini.

Il primo motivo che genera confusione è la traduzione in inglese di ARAGOSTA e ASTICE, infatti riportato in inglese è LOBSTER, quindi per i traduttori dei programmi televisivi ARAGOSTA e ASTICE sono la stessa cosa? Forse non conoscendo l'argomento si direbbe di si.
Sbagliato, un esempio classico sono le aragoste del Maine (Maine Lobster), che sicuramente qualcuno avrà sentito in  TV. Bene quelle NON sono aragoste ma astici. 

Scopriamo le differenze tra aragosta e astice:

1. L'ARAGOSTA e l'ASTICE sono dei crostacei.

2. L'ARAGOSTA (Palinurus elephas) si trova nel Mediterraneo e Oceano Atlantico. L'ASTICE (Homarus gammarus) si trova oltre che nel Mediterraneo e Oceano Atlantico anche nel Mar Nero e Mar Baltico.
Qual è la differenza tra aragosta e astice - vivi in natura
3. L'ARAGOSTA non ha chele frontali, mentre l'ASTICE le ha, e sono molto grandi.

4. Il colore l'ARAGOSTA viva è sul rosso/viola-bruno, mentre l'ASTICE ha un colore blu/grigio con inserti gialli.

5. Il carapace dell'ARAGOSTA ha come delle spine coniche, mentre il carapace dell'astice è liscio.

6. L'ARAGOSTA e l'ASTICE vengono cotte con gli stessi metodi, bollite griglia o brace, in forno e in padella.
Differenza tra aragosta e astice - cotte
7. L'ARAGOSTA e l'ASTICE una volta cotti, assumono un colore arancio intenso.

8. Il sapore dell'ARAGOSTA è molto dolce e delicato, mentre l'ASTICE è più saporito è deciso, le chele ritenute le parti migliori hanno il sapore del mare.

9. Sia l'ARAGOSTA che l'ASTICE vengono pescate con le nasse, e vendute vive (tranne quelle congelate ovviamente).

10. Il prezzo dell'ARAGOSTA (circa € 80/100 al kg.) rispetto all'ASTICE (circa € 40/60 al kg.) varia di circa € 20/40 al kg. in più, perchè più pregiata e ricercata. Il prezzo di entrambi varia per la provenienza e la freschezza, quindi se vive o cogelate.

Alla fine si capisce che si tratta di due animali abbastanza diversi, ma entrambi comunque molto buoni.

Buon Appetito!